Riassunto delle puntate precedenti

Europei di calcio:
we will survive

Se dici sì…
devi fare così

Ti sposi?
Ecco la dieta ideale 

Curve pericolose
Gli scivoloni da evitare

Ahi Ahi Ahi…
Lo chiamo Emilio

Primavera non bussa:
tu come reagisci? 

Festa della donna
Un cerino a Fuorigrotta

Mamma o non mamma
Nuove frontiere dell’imbarazzo

In quei giorni…
ma quali?

I cuochi migliori sono maschi.
E chi lo dice? Lui, ovviamente

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Saldi: regole di sopravvivenza per donne ottimiste

Immagine

Le mie perle di saggezza. Mai più senza!

Monty Python anche io

Dove sono finiti i miei ultimi mesi? Dove sono finita negli ultimi mesi?

Si trova qui

La mia idea di inferno

Venerdì sera ho avuto la visione dell’inferno: girare per ore tra le corsie di un supermercato armata di carrello e non riuscire mai a trovare l’uscita.

Restiamo umani

 Questo è un blog leggero. Leggero nel senso che il mio intento iniziale non era quello di dissertare sulla profondità della vita, ma quello di scrivere le cose che mi passavano per la testa e che mi facevano ridere. Ma sono in stallo da un po’. Da un bel po’. Persa nel lavoro, nei progetti, in tutto quello che fa volare via la giornata e ti trovi a chiederti dove è finita. Tante volte ho avuto in testa cose da scrivere, ma i miei appunti mentali si sono persi tra le scalette delle cose da fare. Fino alla morte di Vittorio Arrigoni che mi ha riportato alla realtà di botto e mi ha lasciata stranita.

Non conoscevo personalmente Vittorio, ma tanti miei amici sì – viveva qui vicino, quando era in Italia – e da tanto sapevo del suo impegno e leggevo il suo blog. L’ingiustizia della sua fine mi ha colpito come non credevo fosse possibile. È davvero ingiusto che una persona che si è spesa così tanto per il bene di persone indifese finisca così.

Il giorno di Pasqua sono stata al suo funerale. È stato bello, intenso e sentito, con tante persone commosse e un’atmosfera che definirei di contrizione ma anche di pace. Tra la messa e la commemorazione laica è durato moltissimo, io l’ho vissuto in uno stato d’animo che definirei di straniamento, e sono tornata a casa che erano quasi le otto di sera. Ma penso che una cerimonia così articolata sia stata la scelta giusta. Una persona come lui non poteva essere salutata con una messa, una benedizione e via, sembrava che tutti volessero tenerselo vicino più a lungo possibile, ritardare il momento di voltare le spalle e tornare a casa, a rendersi conto del vuoto che ha lasciato.

Il dolore della sua famiglia lo posso solo lontanamente immaginare. La mia speranza è che la sua vita e il modo in cui ci ha lasciato abbiano toccato il cuore di tante persone, come hanno toccato il mio. In questa Brianza in cui la generosità e l’apertura si mischiano con il menefreghismo più becero ce n’è davvero bisogno. Una grande verità l’ha detta un amico che era lì con me: “Se tutti smettessimo di parlare per luoghi comuni sarebbe già un bel passo avanti”.

Un vincente è un sognatore che non ha mai smesso di sognare. Ti ricorderemo per i tuoi sogni.

Con un giorno di ritardo…

“If you want to be important—wonderful.

If you want to be recognized—wonderful.

If you want to be great—wonderful.

But recognize that he who is greatest among you shall be your servant. That’s a new definition of greatness… it means that everybody can be great, everybody, because everybody can serve”.
Martin Luther King, Jr. (from The Drum Major Instinct Speech, 1968)

Piove

Piove ininterrottamente – o quasi – dalla vigilia di Natale. Questa mattina mi sono svegliata piena di immotivato ottimismo: non so come mai ma mi aspettavo il sole. Almeno un timido, pallido sole. Invece pioveva. Sto iniziando a sospettare che il sole non lo vedremo mai più. Probabilmente questa sera, sotto la doccia, mi scoprirò delle squame.